11 aprile, napoli: presentazione di “strettoie” e de “il paziente crede di essere”

A Napoli, martedì 11 aprile 2017, alle ore 18:00
presso Evaluna, piazza Vincenzo Bellini 72

presentazione dei libri di Marco Giovenale
copertina_paziente strettoie_c

IL PAZIENTE CREDE DI ESSERE
(Gorilla Sapiens, 2016)

e

STRETTOIE
(Arcipelago Itaca, 2017)

*

interventi critici di
Bernardo De Luca e Viola Amarelli

sarà presente l’autore

https://www.facebook.com/events/1938580226375069/

*

Marco Giovenale vive a Roma dove lavora come editor e traduttore indipendente. Alcui suoi libri di poesia: Shelter (Donzelli, 2010), In rebus (Zona, 2012), Delvaux (Oèdipus, 2013), Maniera nera (Aragno, 2015). In inglese, recenti, le prose di Anachromisms (Ahsahta Press, 2014). Suoi testi sono antologizzati in Parola plurale (Sossella, 2005), Nono quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007), Poesia degli anni Zero (Ponte Sisto, 2011), Nuovi oggettivisti (Loffredo, 2013).

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https://www.facebook.com/evalunalibreriadelledonne/

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“dopo un po’ di molto male” (un testo da “strettoie”)

 

strettoie_cDopo un po’ di molto male
tutto manca
                     meglio: tutto
è dato, di quello che doveva.

Le mosche fanno i globi
sul canale. Legano coi loro
gigli. Ai gradi dove forza
la corrente – fa cappio. «A tratti
il corpo che la viaggia beve».
A tratti no.

da Strettoie (Arcipelago Itaca, 2017)

8 aprile, milano: presentazione di “strettoie” e de “il paziente crede di essere”

A Milano, sabato 8 aprile 2017, alle ore 18:00
presso la Libreria Popolare di via Tadino
(via Tadino 18)

presentazione dei libri di Marco Giovenale
copertina_paziente strettoie_c

IL PAZIENTE CREDE DI ESSERE
(Gorilla Sapiens, 2016)

e

STRETTOIE
(Arcipelago Itaca, 2017)

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interventi critici di
Paolo Giovannetti e Paolo Zublena

coordina
Alessandro Broggi

https://www.facebook.com/events/138682213331270/

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sarà presente l’autore

*

Marco Giovenale vive a Roma dove lavora come editor e traduttore indipendente. Alcui suoi libri di poesia: Shelter (Donzelli, 2010), In rebus (Zona, 2012), Delvaux (Oèdipus, 2013), Maniera nera (Aragno, 2015). In inglese, recenti, le prose di Anachromisms (Ahsahta Press, 2014). Suoi testi sono antologizzati in Parola plurale (Sossella, 2005), Nono quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007), Poesia degli anni Zero (Ponte Sisto, 2011), Nuovi oggettivisti (Loffredo, 2013).

*

https://www.facebook.com/Libreria-Popolare-di-Via-Tadino-784604448326709/

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oggi, allo studio campo boario: “glossopetrae”, di simona menicocci, con interventi sonori di luca venitucci

a Roma, OGGI, sabato 4 marzo 2017, alle ore 19:00
presso lo Studio Campo Boario
(viale del Campo Boario 4a)

prima lettura da

glossopetrae / tonguestones

di
Simona Menicocci

IkonaLíber, collana Syn, 2017
http://www.ikona.net/simona-menicocci-glossopetrae-tonguestones/

e

interventi sonori di
Luca Venitucci

https://www.facebook.com/events/382949768746697/

*

Le pietre di lingua, pietre di linguaggio, di parole, di idiomi, e le glosse, le liste, gli schemi, danno in questo libro origine a più reti di legami, e a strati – in termini davvero quasi geologici – di significato. Se ne possono elencare almeno tre:
• Le stratificazioni del dolore, riportato in segni sovrascritti, cancellati, ripresi, schiacciati dal gravare di altri segni aggiunti.
• Le lingue e le ‘cose’ e dunque le identità scomparse, o in via di sparizione, di etnie e popoli – sottoposti al ‘principio di sovrapposizione della vivenza’ – di cui affiorano fitti elenchi, monoliti di nomi stupefacenti.
• Le allegorie del pensiero e del peso delle parole, che è inevitabile siano pietre (in termini etici, di responsabilità verso il mondo oggettivo nominato, convocato nel ventaglio di possibilità aperto sempre dalla sintassi, anche quella comune, condivisa).
Sintassi. Chiave del discorso: discorso interrotto, non comune, in verità, separato, minato/sommerso (non salvifico) del libro.

§

“glossopetra” è il nome usato da Plinio per indicare le aeroliti (meteoriti) a forma allungata, che si riteneva cadessero nelle notti senza luna e avessero la proprietà, se usate come amuleti, di ridare la memoria. Con lo stesso nome si indicarono anche diversi fossili. N. Stenone (1669) dimostrò che le glossopetrae melitenses (trovate a Malta) sono denti di squali fossili

[http://www.treccani.it/enciclopedia/glossopetra/]

 

oggettistica: un testo letto alla casa della memoria, 26 gennaio 2016

un testo da Oggettistica (Teatro di prima), letto in occasione del reading collettivo

LA MEMORIA LA POESIA, poeti e scrittori per la settimana della memoria

26 gennaio 2016 ore 17:00
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA
Via di S. Francesco di Sales, 5, 00165 Roma


4 marzo, roma, studio campo boario: “glossopetrae”, di simona menicocci, con interventi sonori di luca venitucci

Roma, sabato 4 marzo 2017, alle ore 19:00
presso lo Studio Campo Boario
(viale del Campo Boario 4a)

prima lettura da

glossopetrae / tonguestones

di
Simona Menicocci

IkonaLíber, collana Syn, 2017
http://www.ikona.net/simona-menicocci-glossopetrae-tonguestones/

e

interventi sonori di
Luca Venitucci

https://www.facebook.com/events/382949768746697/

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Le pietre di lingua, pietre di linguaggio, di parole, di idiomi, e le glosse, le liste, gli schemi, danno in questo libro origine a più reti di legami, e a strati – in termini davvero quasi geologici – di significato. Se ne possono elencare almeno tre:
• Le stratificazioni del dolore, riportato in segni sovrascritti, cancellati, ripresi, schiacciati dal gravare di altri segni aggiunti.
• Le lingue e le ‘cose’ e dunque le identità scomparse, o in via di sparizione, di etnie e popoli – sottoposti al ‘principio di sovrapposizione della vivenza’ – di cui affiorano fitti elenchi, monoliti di nomi stupefacenti.
• Le allegorie del pensiero e del peso delle parole, che è inevitabile siano pietre (in termini etici, di responsabilità verso il mondo oggettivo nominato, convocato nel ventaglio di possibilità aperto sempre dalla sintassi, anche quella comune, condivisa).
Sintassi. Chiave del discorso: discorso interrotto, non comune, in verità, separato, minato/sommerso (non salvifico) del libro.

§

“glossopetra” è il nome usato da Plinio per indicare le aeroliti (meteoriti) a forma allungata, che si riteneva cadessero nelle notti senza luna e avessero la proprietà, se usate come amuleti, di ridare la memoria. Con lo stesso nome si indicarono anche diversi fossili. N. Stenone (1669) dimostrò che le glossopetrae melitenses (trovate a Malta) sono denti di squali fossili

[http://www.treccani.it/enciclopedia/glossopetra/]