due interventi critici recenti

– Lidia RivielloIl dettaglio è la rovina (nei dintorni di : Il paziente crede di essere di Marco Giovenale), in facebook, dal 6 mag. 2017: https://www.facebook.com/lidia.riviello/posts/10154560753900920; e in https://noubs.wordpress.com/2017/05/10/il-dettaglio-e-la-rovina-lidia-riviello/ dal 10 mag. 2017;

– Jean-René Lassalle, intervento critico su alcuni testi tradotti (da Criterio dei vetriAnachromisms) in Poezibao, dal 10 mag. 2017: http://poezibao.typepad.com/poezibao/2017/05/po%C3%A8tes-marco-giovenale.html;

[r] _ iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #7: appunti da un saggio (tutt’ora) in costruzione

da Punto critico
(10 sett. 2012)

[…]

I. Per datare i cambiamenti: alcuni indizi

I.1.

L’impressione è che da circa mezzo secolo noi tutti siamo fuori da un “paradigma”. In occidente, almeno. (Paradigma è vocabolo sentito alternativamente o troppo invadente o troppo poco inclusivo, eccessivamente blando; dunque lo si assumerà come signum arbitrario da variare; al momento lo uso come puro termine convenzionale, e provvisorio).

Se un cambio di paradigma c’è stato (perfino in Italia), di fatto ci troviamo adesso in un altro/differente (o entro una serie di altri), che invece appunto ci include e determina. Siamo (nati) in un diverso paradigma che include/informa percezioni reazioni relazioni nel contesto o panorama occidentale, e nei testi che vi si producono. Tutto o moltissimo è cambiato intorno a noi e in noi anche per via di quel che è stato scritto e sentito e percepito e fatto e detto dall’inizio degli anni Sessanta. A me sembra che si sia pienamente (e contortamente) dentro un mutamento, o mutazione avvenuta e ancora in atto: ci siamo letteralmente nati, è stato la nostra placenta.

Eviterei di parlare di Modernismo come di Postmoderno. Anche se parlare, invece, di paradigmi è quanto meno fumoso. Ma qui non scrivo un “saggio”; qui semmai si dà per avviata (con puntini di sospensione all’inizio e alla fine) una sequenza di ipotesi e domande, più che risposte; si ragiona operando su un terreno che il ragionamento stesso tenta di preparare a un viaggio verso definizioni in larga parte da elaborare. Continue reading

[r] _ iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #5: sviste riviste

in riferimento a quanto scrivo, e per intendersi, viste le sviste (recenti e non recenti) che noto, torno a compitare:

questa è probabilmente definibile scrittura di ricerca o poesia di ricerca (in instabile equilibrio sul margine pre- e post-paradigma):
https://slowforward.wordpress.com/lyrikline/
http://www.nazioneindiana.com/2010/09/22/sette-testi-da-shelter/
https://slowforward.files.wordpress.com/2013/06/quattro-poesie-da-delvaux_-_n-i-2013_.pdf

questi sono esempi – diversi fra loro – di un tipo di prosa che descriverei in termini di oscillazione tra flarf e prosa in prosa (ma NON si tratta di cut-up e NON si tratta di googlism):
http://www.alfabeta2.it/2011/04/21/dall%e2%80%99infanzia-all%e2%80%99eroismo-4-steps/
https://mosstrill.wordpress.com/2015/07/30/marco-giovenale-translated-by-linh-dinh/ (da Quasi tutti, ed.Polimata 2010: mp3)
http://eexxiitt.blogspot.it/2011/06/e-ma-co-differx.html
https://slowforward.wordpress.com/2013/06/26/gran-gran-conclusioni-2/

questi che seguono sono, in tutta evidenza, esempi di found text (NON sought, NON cut-up, NON googlism):
http://www.alfabeta2.it/2011/04/07/cvd/
http://eexxiitt.blogspot.it/2011/06/annotazione-di-poetica.html
https://slowforward.wordpress.com/2013/07/08/guarda-e-stupendo-non-ce-nemmeno-un-cliche-nel-tuttolibri-del-6-luglio/

qui, esempi di prosa in prosa (nonostante gli a-capo dei primi due testi):
https://slowforward.wordpress.com/2013/03/03/4da/
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/09/feel-so-differx-2012.html
http://gammm.org/index.php/2010/09/20/4-da-shelter/

qui siamo in area di googlism, con alcune pagine che oscillano tra found e sought (la serie enhance è evidentemente flarf):
http://coupremine.blogspot.it/2007/08/marco-giovenale.html
http://www.lulu.com/items/volume_64/6596000/6596742/1/print/CDK.PDF
http://zswound.blogspot.it/2007/02/marco-giovenale-assume-that.html
http://www.coconutpoetry.org/giovenale1.htm
fhttp://www.shampoopoetry.com/ShampooThirtyone/giovenale.html

questo è glitch:
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/10/the-glitched-godard-series-04-differx.html (evidentemente: su video)
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/09/per-non-lasciarvi-soli-in-questi-giorni.html (evidentemente: su testo)

queste sono scritture asemantiche, asemic writing (che NON sono leggibili in senso alfabetico-testuale-letterario, piuttosto si può dire che afferiscono all’area della grafica, volendo):
http://www.redfoxpress.com/dada-giovenale.html
http://sleepingfish.net/N/09.01.20.htm
http://thenewpostliterate.blogspot.it/2013/07/glyphicle-from-marco-giovenale.html

[r] _ iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #4: qualche cenno a cosa (talvolta) si fa quando si fa ricerca

a2Gioco (e) radar, a cura di MG

INDICE DEGLI INTERVENTI

Un’introduzione a Gioco (e) radar, 11 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/11/unintroduzione-gioco-radar/

Gioco (e) radar #01: Kenneth Goldsmith, 18 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/18/gioco-radar-01-kenneth-goldsmith/

Gioco (e) radar #02: Prime critiche (?), 25 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/25/gioco-e-radar-02-prime-critiche/

Gioco (e) radar #03: Glitch, alterazioni, disfunzioni [prima parte], 1 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/01/gioco-e-radar-03-glitch-alterazioni-disfunzioni-prima-parte/

Gioco (e) radar #04: Glitch, alterazioni, disfunzioni [seconda parte: addenda politici], feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/08/gioco-e-radar-04-glitch-alterazioni-disfunzioni-seconda-parte-addenda-politici/

Gioco (e) radar #05: Asemic writing, 18 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/15/gioco-e-radar-05-asemic-writing/

Gioco (e) radar #06: Elencazioni, non narrazioni, 22 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/22/gioco-e-radar-06-elencazioni-non-narrazioni/

Gioco (e) radar #07: Lo spazio si verbalizza, 1 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/01/gioco-e-radar-07-lo-spazio-si-verbalizza/

Gioco (e) radar #08: Loose writing, 8 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/08/gioco-e-radar-08-loose-writing/

Gioco (e) radar #09: Scritture installative [prima parte], 15 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/15/gioco-e-radar-09-scritture-installative-prima-parte/

Gioco (e) radar #10: Scritture installative [seconda parte], 22 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/22/gioco-e-radar-10-scritture-installative-seconda-parte/

Gioco (e) radar #11: Interruzioni / arresti [Due note sui Saggi di letteratura arrestata (Essais de littérature arrêtée) di Denis Roche], 29 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/29/gioco-e-radar-11-interruzioni-arresti-due-note-sui-saggi-di-letteratura-arrestata-essais-de-litterature-arretee-di-denis-roche/

Gioco (e) radar #12: La frase nuova, 5 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/05/gioco-e-radar-12-la-frase-nuova/

Gioco (e) radar #13: Cambio di paradigma. Alcune annotazioni, 12 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/12/gioco-e-radar-13-cambio-di-paradigma-alcune-annotazioni/

Gioco (e) radar #14: Indeterminazioni e prose di due autori (in)attuali [Prima parte: Hofmannsthal], 19 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/19/gioco-e-radar-14-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-prima-parte-hofmannsthal/

Gioco (e) radar #15: Indeterminazioni e prose di due autori (in)attuali [Seconda parte: Joyce], 26 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/26/gioco-e-radar-15-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-seconda-parte-joyce/

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[r] _ iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #3: un buon taglio di (ro)manzo

Sempre (e sempre inutilmente) fu detto: mi occupo principalmente e direi molto energicamente di prosa breve. Moltissima. Invece leggo romanzi oculatamente, selezionando, e di testa mia: mi piacciono alcuni e non altri romanzi. In ogni caso non realizzo una storiografia del clima recentissimo (anzi sollecito altri a farla, da qualche manciata di anni). Tantomeno categorizzo in tema di romanzo.

Non avendo io proposto categorie critiche (nonostante in questi giorni recenti il termine “categoria” ricorra nei post qua e là come “puffo” e “puffare” nelle strisce di Peyo), lascio più che volentieri il compito ad altri.

In riferimento poi a “Dell’opera disfatta” (2005, e 2007 in http://gammm.org/index.php/2007/05/02/opera-disfatta/), non è inutile citare la parentesi che ‘spiega’ il titolo: “righe, ingenue e iniziali, contro serialità e romanzo-tipo”.

*

Intervengo sull’estraneità che terrebbe su trincee opposte & ostili romanzieri e poeti. Evviva: combattiamola, abbattiamola. Ottimo tuttavia sarebbe che, tra fior di romanzieri, una buona felicissima falce portasse prima via una percentuale assai alta di materiali (come del resto sarebbe bello accadesse in poesia). Non accade, ovviamente. (E tutti lo sanno, e sanno anche perché: altrettanto ovviamente). Non sarà che spesso i due versanti non si parlano perché i più esigenti dell’una e dell’altra schiera devono imbottirsi di Plasil per poter passare senza conati davanti allo scaffale non di pertinenza?

Ma vado oltre. Non da oggi vedo una costante, continua (sarò ipersensibile) tensione e tentazione a tirare ‘tutta’ la prosa e la prosa breve dentro la forma estesa (anche non romanzesca, anche romanzesca esplosa, digressiva, geniale o quel che si vuole: bella, insomma, non “romanzo-tipo”). Tutto deve o può finirci dentro: e se non vuole, dovrebbe volere. Discolo chi non cede. Chi non ci crede.

Bon. Ovvio che il romanzo – nelle mani giuste – HA capacità onnivora e plasticità. Ha denti buoni e fame secolare. Ma troverei perlomeno razionale giudicare legittima anche l’esistenza di forme di vita caparbiamente refrattarie a lasciarsi mangiare.

Proprio altre specie viventi. ALTRE. (Non ‘poi comunque romanzabili’. Proprio altre).

Possibile che debba essere tutt’ora tanto scandalosa la persistenza della prosa breve ‘come prosa breve’ e stop?

Certo aggiungo: sarei anzi sono ‘felice’ che la persistenza e resistenza della prosa breve metta di malumore molti. (Ma sarà così?).

Ben felice, sono, che la ricomprensione di frammenti in romanzo non stia proprio nemmeno nell’anticamera del cervello di dozzine o centinaia di autori, e che questo risulti – proprio a dir poco, assai poco – motivo di scandalo & materia di riflessione. (Via un tocco di originalità lessicale, veh).

[r] _ iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #2: cambio di paradigma

È assurdo e impreciso dare la questione o ipotesi (fino a un certo punto e tempo collettiva, condivisa) del “cambio di paradigma” come posta da me in quanto etichetta per discernere stili letterari. Se da una parte è proprio al superamento del ‘focus’ sugli stili (e sui tropi, sulle retoriche, sui generi) che sembrerebbe rivolgersi tanta parte del mutamento ormai in atto da mezzo secolo nel mondo, dall’altra va detto che stringere il campo sulla sola scrittura è una limitazione fin dall’inizio (da me e certo da tutti, direi) intesa come tale.

Qui, http://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/cambio-di-paradigma/, proprio in incipit, il “Quando” è limitazione ‘intenzionale’ di area: “Quando si parla di ‘cambio di paradigma’, in riferimento alla scrittura o ad alcune scritture di ricerca degli ultimi decenni e segnatamente a quelle degli ultimi quindici-venti anni, specie in Francia e Stati Uniti e perfino in Italia […]” etc.

Quella che è un’esplicita limitazione diventa l’esplicitazione di un illimite in altri miei pezzi che chiariscono infatti – anche un po’ enfaticamente e ingenuamente – che “cambio di paradigma” è da intendersi in senso ampio, non limitato, e insomma culturale (antropologico), non solo letterario: ma (attenzione) secondo un’idea di “intreccio di somiglianze e differenze” che sta alla base anche delle interpretazioni che Emilio Garroni o Gilles Deleuze hanno dato del pensiero rivoluzionario di Kant, in tema di PERCEZIONE. Non si fissa dunque lo sguardo *solo* sulla storia (come determinante le pecezioni), ma su un intreccio di percezione e storia. In ciò sta una differenza radicale con ogni semplificazione meramente analitica e storicista – specie in tema di postmoderno.

Cfr. testi come “1870” (ne “l’immaginazione”, marzo-aprile 2012, nella rubrica ‘gammmatica’) o “Scritture di ricerca: dopo il paradigma” (http://puntocritico.eu/?p=4397, 2012), oppure “Mimesi/Benjamin” (http://puntocritico.eu/?p=4446), ma soprattutto “Riambientarsi (ma anche difendersi)” (http://puntocritico.eu/?p=4660).