[r] _ cantiere: bruno snell, eraclito

Già Schleiermacher (fr. 10 della sua numerazione, p.333) traduce: “Il signore, il cui oracolo si trova presso i Delfii (sic), non spiega né nasconde ma accenna (deutet an)”. E da allora questa traduzione: “accenna” si è conservata. Ma così la proposizione non presenta una contraddizione? Se Apollo “accenna” soltanto, allora evidentemente esiste per lui un’effettiva univocità che per una qualche considerazione egli tace: dunque egli nasconde qualcosa. Ma Eraclito dice esplicitamente che egli non nasconde nulla. E poi semaíno non significa mai “accennare”. Esso significa: dare un segno. Del resto esso viene impiegato anche con particolare riferimento a segni divini. Ma qui cosa potrà significare questo: egli dà un sema?

Si richiami soltanto alla memoria di quale specie erano gli oracoli cui Eraclito può riferirsi. In Erodoto leggiamo che quando a Delfi Creso si informò sulla progettata campagna contro i Persiani, gli fu fatta la seguente profezia (Erodoto, I 53): “se tu oltrepassi l’Ali, distruggerai un grande impero”. Questo è un tale […] oracolo “a doppio taglio e a due facce” (come dice una volta Luciano, Juppiter Tragoedus 43) che non esprime chiaramente ma neppure nasconde, bensì – questo è decisivo – che dà il senso e il senso contrario. La risposta del dio presenta un sema, un simbolo, che semplicemente c’è.

E semaínein è il termine proprio per “significare” (bedeuten). Qui abbiamo il collegamento con il logos di Eraclito. Anche il logos, il senso, semaínei, non parla univocamente come il nume ma neppure nasconde nulla, bensì c’è in quanto sema e “significa”. Questo logos è effettivamente simbolo del mondo, poiché anch’esso semplicemente c’è, indifferenziato e unitario, come l’universale.

I giovani pescatori che si cercavano i pidocchi si sono rivolti all’indirizzo di Omero in questo modo (fr. 56): “quante cose abbiamo viste e prese, tante lasciamo; quante non ne abbiamo né viste né prese, tante con noi rechiamo”. Ma Omero non ha intuito il doppio senso, così come Creso non ha compreso la duplicità di senso dell’oracolo. E così anche gli uomini si lasciano ingannare dalla gnosis ton phaneron (conoscenza delle cose evidenti). La storia che narra come Omero sia morto di disperazione per la sua confusione di fronte a questa proposizione di sicuro non è granché spiritosa. Ma Eraclito la riprende, perché è un esempio semplice e ben conosciuto per ciò che considera come l’essenziale del logos. Chi nel linguaggio non vede nient’altro che uno strumento, per fissare e trasmettere una determinata conoscenza, non comprenderà mai qualcosa del senso profondo del mondo, così come esso appare nel linguaggio, e del significato autentico del logos. In Eraclito, quindi, la predilezione per i giochi di parole non è mai soltanto uno scherzo spiritoso, bensì un richiamo costante a questa singolare essenza duplice del logos, che ha significato univoco e tuttavia duplice.

Bruno Snell, Die Sprache Heraklis (1926)
Tr.it. di B.Maj: B.S., Il linguaggio di Eraclito, Corbo, Ferrara 1989, pp. 24-26

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[r] _ cantiere: elizabeth bishop

“Credo di apprezzare l’umorismo come tutti, ma mi ha sempre molto amareggiato che al giorno d’oggi tante persone intelligenti pensino che qualsiasi cosa accada loro debba per forza essere divertente. Intanto questo atteggiamento mina la conversazione e la corrispondenza, rendendole monotone, e poi penetra in profondità, corrompe le nostre capacità di osservazione e di comprensione”

Elizabeth Bishop, In prison (1938)
tr.it. in E.B., Il mare e la sua sponda , Adelphi, Milano 2006, p. 31

[r] _ cantiere: “beckett, proust”

La memoria involontaria è esplosiva, “una deflagrazione immediata, totale e deliziosa”. Essa risuscita, e non soltanto l’oggetto passato, ma anche qualche cosa di più, perché qualche cosa di meno; di più perché isola l’utile, l’opportuno, l’accidentale, perché nella sua fiamma ha distrutto l’Abitudine e tutte le sue opere, e nella sua luce ha rivelato ciò che la falsa realtà dell’esperienza non potrebbe mai rivelare e non rivelerà mai – il reale.

Samuel Beckett, Proust (1931)

tr. it. di C.Gallone: S.B., Proust, Sugar, Milano 1962 (rist. Sugarco 1978, 1994: p.44)

adriano spatola, “diversi accorgimenti”

Il 4 maggio, nel settantacinquesimo anniversario della nascita di Adriano Spatola (1941-1988), Maurizio Spatola ha messo in rete la riproduzione integrale della raccolta di poesie Diversi accorgimenti, pubblicata dalle Edizioni Geiger nel 1975 con una nota critica di Luciano Anceschi e un ritratto dell’autore opera dell’amico pittore modenese Giuliano Della Casa. Il documento è completato da sette recensioni o analisi critiche pubblicate su quotidiani e riviste fra il 1976 e il 1991, Continue reading

quattro finestre

Basterebbero The Other Room (Manchester), Printed Matter (New York), Motto (Berlino) e Many Stuff (Parigi) per segnalare ai (non)lettori italiani quanto poco conoscono (conosciamo) del contesto mondiale, in termini di sperimentazione.

Ci si affaccia, da queste finestre, su decine di migliaia di piccole, medie e grandi iniziative. Sono centinaia di migliaia anzi milioni di pagine, cartacee e in rete. Basterebbero i soli quattro punti di accesso nominati per avere un primo sguardo ampio, e spiazzante, su come sta funzionando anche una certa scrittura di ricerca. E per intendere quali piani – anche banalmente quantitativi oltre che qualitativi – questa raggiunga nel mondo, in pienissima interazione con arte, fotografia, grafica. Anche parlare di semplice “scrittura” (o “letteratura”) diventa riduttivo, banalizzante.

Non si riesce letteralmente nemmeno a pensare, il numero dei materiali disponibili, diffusi.

La diffusione è altra cosa dalla distribuzione. La distribuzione è quello che le tante o poche agenzie del mainstream vogliono che noi leggiamo e pensiamo. La diffusione è tutto il resto: quindi la facciamo noi, quindi *siamo* noi.

http://otherroom.org/
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https://printedmatter.org/
https://www.facebook.com/printedmatter
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http://www.mottodistribution.com/site/
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http://www.manystuff.org/
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https://twitter.com/MANYSTUFF

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il 2015 di gammm

– amandine andré. tina sarà distrutto [30-04-2014 .fr / .it]

– nanni balestrini. tristanoil n.000.000.000 2012-05-23 18.58. 2012 [19-03-2015]

– stan brakhage. the wonder ring. 1955 [06-08-2015]

– roberto cavallera. ebook: festival. 2015 [09-04-2015 .it]

– mario corticelli. da costruzione di un animale. 2015 [28-05-2015 .it]

– ermes daliv. amateur (percorso video-installativo). 2015 [19-11-2015]

differx. langrid 1963, langrid 1972. 2015 [16-04-2015]

– differx. asemic ring. 2011 [13-08-2015]

– marcel duchamp. notes. (1980) [18-06-2015 .fr]

– marco giovenale. un errore diffuso. 2013 [01-10–2015 .it]

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– jean-marie gleize. da come un [contro-soggetto] musicale. 2015 [25-06-2015 .fr / .it]

– mariangela guatteri. 2 0 1 2. 2012 [31-12-2015]

– yotam hadar. ficciones typografika 796. 2015 [26-03-2015 .en]

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– ben lerner. reagan [12-03-2015 .it]

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– simona menicocci. costruzione di un rapporto. 2015 [11-06-2015 .it]

– manuel micaletto / luca rizzatello. demoni è un altro giorno. 2014 [01-01-2015 .it]

– k. silem mohammadservizio pubblico di ricognizione mensile della poesia nazionale. 2013 [10-12-2015 .it]

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– nathalie quintaneun cours sur les goitres [reading @ birbeck cinema]. 2012 [04-06-2015 .fr]

– denis roche. due parole sulla poesia. 1995 [07-05-2015 .fr / .it]

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sargentini / pizzi cannella. galleria del vento. 2014 [02-04-2015]

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– éric suchère. éphéméride. 2014 [24-12-2015 .fr / .it]

– christophe tarkos. un anacronismo. 2001 [15-10-2015 .it / .fr]

– silvia tripodi. ebook: l’architettura è piena di problemi ed è anche gratuita [12-02-2015 .it]

– silvia tripodi. bridging the gap. 2015 [27-06-2015 .it]

– mary yacoob. bulletins. 2011 [21-05-2015 .en]

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– luca zanini. atlante (autunno). 2005 [22-10-2015]

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