esce “strettoie”, nella collana lacustrine di arcipelago itaca

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scheda del libro (con anticipazione di alcuni testi):

http://www.arcipelagoitaca.it/wp-content/uploads/2017/01/scheda-strettoie.pdf

l’editore: http://www.arcipelagoitaca.it/
ordini e richieste: http://www.arcipelagoitaca.it/acquista/

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Nella collana Lacustrine, diretta da Renata Morresi per la casa editrice Arcipelago Itaca (di Danilo Mandolini), esce in questi giorni un libro, una architettura di libro, che – come in altre occasioni mi è capitato di fare – propone non solo delle mie ‘strane’/particolari (poi direi quasi violente) poesie, ma pure la maniera di (e una sezioncina dedicata a) farle saltare in aria, o metterle in crisi, in qualche forma.

Di séguito riprendo e riscrivo una notilla che – nel risvolto – spiega nascita e struttura del testo:

Strettoie è libro composto in sostanza da tre microraccolte pensate e assemblate nel tempo separatamente – ma di fatto omogenee al punto da precipitare infine in unità. L’occasione di ascolto offerta da Renata Morresi e Danilo Mandolini ha un ruolo netto in questo, e li ringrazio.

Soluzione della materia, prima sezione del libro, è una plaquette pubblicata nel 2009 dalla Camera verde.

La sezione o libretto A mille ce n’è viene da una collazione di pagine recenti e remote. Inedite in volume. Le considero prose (spezzate).

I testi della terza sezione o meglio opera, Strettoie, sono anch’essi inediti: poesie nate praticamente tutte fra l’8 e il 9 luglio 2010, a Firenze. E in qualche modo a Firenze, con sentimenti contraddittori, dedicate.

Il tratto politico di tutte e tre le sezioni vorrebbe essere insieme esplicito (per violenza, espressionismo) e inesplicito (per ironia, gioco). La sezione centrale di prose si incarica di disattivare l’espressionismo. Le sezioni prima e terza si incaricano di avvelenare l’ironia con qualche sarcasmo, cercando allo stesso tempo di evitare la retorica del veleno all’italiana, ossia quel modo molto saggio di versare olio sul fuoco solo in immagine, per non restarne scottati.

Qui va evidentemente a fuoco, invece, anche un po’ di biografia, nemmeno troppo criptata.