“villino svizzero”, di mariangela guatteri

Mariangela Guatteri, un estratto da Villino Svizzero
(il testo completo è pubblicato in «Semicerchio» 1/2016 LIV):

 

La terra si trova in una condizione precaria.
Tutti devono nascere; allungano milioni di teste.

In principio la proprietà è privata. È tutto.
Arriva un ufficiale, un fabbro, un medico. Si fa un giudizio civile. Si fa uno straniero. La condizione dello straniero è precaria. Deve dimostrare di avere soldi legittimi.
Agli indigenti, oziosi, vagabondi; a chi esercita la prostituzione o l’elemosina, viene consegnato un foglietto che ordina.
Obbedire al foglio; non obbedire.
Il punto finale è un carcere. Si fa uno stato di grande debolezza.

C’è una continua instabilità della propria posizione personale.
Una cosa stabile è il letto di contenzione e l’individualizzazione dei trattamenti.
Ci sono repressi provvisori, casuali e superiori; ci sono sottoprodotti di classe stabilmente destinati, inferiori.
Ogni malanno di classe si abbatte su delle masse in modo obiettivo: una condizione che ricompone gli atteggiamenti per ciò che si è dentro.
Un metodo per i comportamenti.